Che differenza c'è fra pietra di Trani e pietra di Apricena
Due calcari pugliesi di bacini e formazioni geologiche diverse: dove si cavano, che varietà danno e cosa dicono le schede tecniche.

In sintesi
- La pietra di Trani si cava nelle Murge settentrionali, quella di Apricena nel Gargano occidentale.
- Sono calcari tutte e due, del Calcare di Bari la prima e dei Calcari di San Giovanni Rotondo la seconda.
- Serpeggiante e filetto rosso sono varietà di Apricena, mentre biancone e bronzetto sono nomi usati nei due bacini.
- Le schede tecniche non misurano le due pietre con lo stesso metodo, e fuori conta soprattutto la finitura.
Sono due calcari diversi, cavati in bacini separati e nati in due formazioni geologiche distinte. La pietra di Trani viene da Trani e dalle Murge settentrionali. Quella di Apricena si cava nel settore più occidentale del Gargano, in provincia di Foggia.
Le fonti pubbliche non mostrano una differenza di prezzo costante fra le due pietre. Il prezzo dipende da selezione, finitura, spessore e formato.
Dove si cavano
Il bacino della pietra di Trani copre la città e buona parte delle Murge settentrionali, verso Andria, Barletta, Bisceglie, Corato, Minervino Murge e Ruvo di Puglia. Uno studio dell'Università di Bari del 2006 ci mette in via secondaria anche la zona di Fasano, più a sud. La pietra viva, la varietà più usata, veniva soprattutto da cinque contrade: Sant'Elena, Sant'Angelo, Puro, Petrarello e Montericco. Stanno tutte entro 5 chilometri dalla città.
La pietra di Apricena si cava fra Apricena, Poggio Imperiale e Lesina, in cave a cielo aperto scavate in fossa. Lo stesso studio segnalava che da poco il bacino si era allargato anche a San Giovanni Rotondo. Dal bacino di Apricena esce il 90% dei materiali lapidei estratti in Puglia secondo la Regione, cifra pubblicata senza anno di riferimento.
La pietra di Trani compare già nei documenti notarili del Cinquecento, citata per opere sacre. Le qualità della pietra di Apricena erano note nel 1867, quando un'illustrazione geologica dei marmi garganici ne sosteneva l'estrazione. Come pietre ornamentali vendute in Italia e all'estero, però, quelle pugliesi si sono affermate nel Novecento. Fra i primi bacini italiani per produzione, Trani e Apricena sono arrivati solo nel secondo dopoguerra.
Due formazioni geologiche
Sono tutte e due rocce sedimentarie, calcari depositati sul fondo di mari poco profondi. In senso geologico nessuna delle due è un marmo, e chiamarle così è un'abitudine commerciale.
I calcari cavati attorno a Trani appartengono al Calcare di Bari. È una successione ben stratificata di calcari micritici ricchi di microfossili, con intercalazioni dolomitiche. Si è depositata nel Cretaceo sui fondali bassi e ampi della piattaforma carbonatica apula, e in tutto è spessa circa 2000 metri. La Carta geologica d'Italia prende la successione fra Trani e Andria come sezione tipo di uno dei suoi membri, i calcari di Montericco.
Ad Apricena la pietra da taglio viene da un'altra formazione, i Calcari di San Giovanni Rotondo. Lo studio del 2006 li colloca nel Cretaceo inferiore. Sopra, oltre una discordanza angolare, stanno calcareniti più recenti, dell'era cenozoica. Wikipedia parla invece di Calcari di San Nicandro, fra il Giurassico superiore e il Cretaceo inferiore.
Nel bronzetto di Trani la calcite supera il 99%, secondo la scheda europea Eurolithos. La pietra di Apricena è per oltre il 96% carbonato di calcio, con tracce di ossidi di ferro, manganese e alluminio. Giace in banchi spessi da 30 a 500 centimetri, inclinati verso sud e separati da sottili livelli di argilla. Le venature gialle e rossastre vengono da piccole masse di bauxite comprese nel calcare.

Le varietà di ciascun bacino
Negli elenchi della pietra di Trani compaiono spesso serpeggiante e filetto rosso. Le fonti geologiche e i produttori di Apricena li danno però come varietà del bacino di Apricena, come il fiorito e la silvabella. I nomi bronzetto e biancone, invece, si usano in tutti e due i bacini. Con il nome di Trani, del resto, è stata venduta anche pietra di Apricena.
- Il biancone ha lo stesso nome nei due bacini. A Trani è lo strato più chiaro e compatto della cava, mentre ad Apricena dà il nome a una successione di strati.
- Il bronzetto si chiama così a Trani e ad Apricena. Per Trani la scheda europea Eurolithos lo dà di colore beige, e i produttori di Apricena lo descrivono come calcare granulare beige con clasti più chiari.
- Il serpeggiante è di Apricena e dà il nome a un'altra successione di strati. I produttori lo descrivono come calcare a grana fine, fra il beige e il marroncino.
- Il fiorito, anche lui di Apricena, dà il nome alla terza successione di strati del bacino.
- Il filetto rosso di Apricena è un calcare a grana fine su fondo beige, attraversato da stiloliti rosse.
- La silvabella di Apricena, nella versione classica, è un calcare a grana fine beige e marroncino con stiloliti rossastre.
- Il perlato svevo viene invece da Ruvo di Puglia, nel bacino di Trani, ed è un calcare a grana fine con laminazione ondulata.
Resistenza e assorbimento nelle schede tecniche
Per la pietra di Trani le schede in circolazione danno un carico di rottura a compressione da 1775 a 1922 kg/cm². Una scheda riporta 1650 e 1670 kg/cm² su provini passati per 20 cicli di gelo e disgelo. Un'altra dà 1890 kg/cm² dopo la prova di gelività. L'imbibizione va dallo 0,11 allo 0,300%.
La scheda europea Eurolithos è curata dal Servizio geologico d'Italia. Per il bronzetto di Trani indica 175 MPa a compressione secondo la norma EN 1926, circa 1785 kg/cm². L'assorbimento d'acqua a pressione atmosferica è dello 0,54% in peso.
Per la pietra di Apricena i dati pubblici sono meno. Un articolo della rivista Marmi Graniti Pietre, ripreso online nel 2014, riporta in media 1640 kg/cm² a compressione. Lo stesso testo dà un peso specifico apparente di 2,65 g/cm³. Wikipedia indica per l'imbibizione valori dallo 0,30 allo 0,75%.
Messi in fila, i numeri di Trani risultano più alti. Nessuna delle prove che abbiamo trovato misura però i due bacini con lo stesso metodo, e i campioni vengono da varietà diverse. Una scheda avverte che i suoi dati arrivano dai cavatori e sono solo indicativi. Lo studio del 2006 mette anzi il bronzetto «di Trani e Apricena» fra le pietre che a volte reggono a flessione più del granito.
Opere note
Secondo la scheda Eurolithos la pietra di Trani si trova ovunque nei centri storici della Puglia centrale. Va dall'altopiano delle Murge fino ai primi pendii della Valle d'Itria. La Regione Puglia indica Castel del Monte come emblema della sua solidità e della sua bellezza.
Fra le opere in pietra di Apricena c'è la chiesa di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, inaugurata il 1° luglio 2004. Nel progetto di Renzo Piano la pietra regge la struttura. Gli archi portanti sono fatti di conci di bronzetto di Apricena, precompressi con cavi d'acciaio.
All'aperto
Lo studio del 2006 trova le pietre ornamentali pugliesi in media più resistenti a compressione del travertino e del marmo apuano. Reggono bene le escursioni termiche, anche perché quasi tutte assorbono poca acqua. Il loro punto debole sono le croste nere, che l'inquinamento favorisce sulle superfici esposte in città.
Nelle fonti che abbiamo letto nessuna delle due pietre si comporta meglio fuori. Su un terrazzo o un bordo piscina conta quindi la superficie. Sulla pietra di Trani la bocciardatura va dove passano le auto o l'acqua è costante, la sabbiatura dove si cammina scalzi.
Anche la pulizia è la stessa, perché tutte e due sono calcari. Aceto, anticalcare e detergenti acidi opacizzano la superficie, mentre per i giorni normali bastano acqua e detergente neutro.
La pietra di Trani la estraiamo dalla nostra cava a Trani e la lavoriamo nella nostra segheria dal 1994. Comprando dal produttore la partita resta la stessa dall'inizio alla fine del cantiere, e i pezzi speciali come soglie, gradini e davanzali escono dagli stessi blocchi del pavimento.
Domande frequenti
Si distinguono a occhio?
Con sicurezza no, perché i toni chiari si somigliano e alcuni nomi di varietà sono comuni ai due bacini. Per la provenienza servono i documenti e l'esame petrografico, che trovi spiegati nell'articolo sulla pietra di Trani autentica.
Con quale pietra è costruita la Cattedrale di Trani?
Con pietra di Trani delle cave cittadine, di un colore roseo chiarissimo, quasi bianco. I lavori cominciarono nel 1099.
Il biancone di Trani e quello di Apricena sono la stessa pietra?
Hanno lo stesso nome e due origini diverse, per bacino e per formazione geologica. Nel 2001 uno studio sul bacino di Trani ha seguito come cambia la qualità del biancone da una zona all'altra. Ad Apricena il consorzio dei produttori lo descrive come calcare a grana fine, color avana e beige, con stiloliti.
La pietra di Apricena si usa anche all'aperto?
Sì, anche su grandi superfici. Il sagrato della chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo, di 8000 metri quadrati, è pavimentato in pietra di Apricena bocciardata. Il consorzio dei produttori di Apricena elenca fra le lavorazioni puntellatura, rigatura, anticatura e bocciardatura.
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Di che colore è la pietra di Trani, dal biancone al beige
Il fondo è chiaro perché la pietra è quasi tutta carbonato di calcio, con appena lo 0,2% di ossido di ferro. Il biancone è la selezione più chiara, e la finitura sposta il tono.
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