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DF Marmi Trani
MaterialeA cura di DF Marmi Trani13 settembre 20267 min di lettura

Di che colore è la pietra di Trani, dal biancone al beige

Da dove viene il colore chiaro della pietra di Trani, quanto lo sposta la finitura e perché la pietra bagnata sembra più scura.

Lastre accostate in tonalità avorio e crema diverse fra loro, con bordi appena anticati

In sintesi

  • Il fondo va dal bianco caldo all'avorio e al beige, con poche venature brune.
  • Il biancone è lo strato più chiaro della cava, descritto ora come bianco caldo ora come beige.
  • Le superfici ruvide e l'anticatura schiariscono, mentre lucidatura e spazzolatura ravvivano il tono.
  • Le partite successive non hanno mai lo stesso tono, quindi si sceglie guardando più lastre vere.

La pietra di Trani è chiara: il fondo va dal bianco caldo all'avorio e al beige, con sfumature gialle o appena rosate e poche venature brune. Nelle schede tecniche dei produttori il colore di riferimento è il beige avana. La selezione più chiara e uniforme è il biancone.

Esistono toni più decisi, dal rosso di alcuni strati a una varietà più scura e bituminosa. Conta poi la lavorazione: la stessa lastra bocciardata sembra più chiara, e spazzolata ha un colore più vivo. Bagnata, invece, si scurisce.

Da dove viene il colore

I calcari compatti prendono spesso colore dalle sostanze estranee che contengono, e la pietra di Trani ne contiene poche. Nella scheda tecnica di un produttore tranese il carbonato di calcio è il 98,6% e l'ossido di ferro lo 0,2%.

In uno studio sui mosaici del battistero di San Pietro a Canosa, il ferro risulta il principale responsabile dei toni rossi e marroni. Le tessere in pietra di quei colori ne contengono molto, mentre quelle dal bianco avorio al grigio sono calcite con poco quarzo. Lo studio non riguarda la pietra di Trani, quindi il dato vale come indicazione generale sui calcari.

Le schede tecniche descrivono la pietra di Trani con stiloliti, linee sottili a zigzag che si osservano nelle rocce carbonatiche. Si formano per compattazione e dissoluzione mentre il sedimento diventa roccia, e lungo la linea resta un velo di argille, ossidi di ferro e materia organica.

I calcari cavati attorno a Trani appartengono al Calcare di Bari, una successione di calcari del Cretaceo spessa intorno ai 2000 metri. Il colore cambia da uno strato all'altro, e i cavatori danno un nome agli strati, che chiamano «mani». In contrada Gesù Maria, per esempio, si distinguono il bronzetto, il venato rosso e il patanoso.

Il biancone

A Trani si chiama biancone uno strato di calcare bianco, più chiaro e compatto di quelli che ha intorno. Alla continuità della sua qualità nel bacino tranese Baldassarre, Iannone e Moresi hanno dedicato uno studio nel 2001. Un biancone si cava anche ad Apricena, quindi il nome da solo non dice da quale bacino viene la lastra.

Un rivenditore lo descrive come un bianco caldo, lontano dal bianco freddo di molti marmi. Una scheda materiale lo classifica invece come beige, di colore molto uniforme. Nessuna delle due descrizioni poggia su una misura del colore.

La nostra selezione più uniforme è il marmo biancone extra. Scartiamo le lastre con venature marcate, teniamo solo quelle di colore costante e le levighiamo a filo sega. Questa finitura chiude i pori senza portare la pietra a specchio.

Lastre bianche di tono uniforme con superficie levigata
Lastre di marmo biancone extra, bianche e di tono uniforme, con la superficie levigata.

La gamma che esce dalle cave

Le descrizioni dei produttori tranesi nominano bianco, bianco sporco, avorio, beige, giallo caldo, rosato, rossastro e grigiastro pallido. La scorza di Trani rossa va dal rosso mattone al rosa antico. In contrada Lamadoro si cava un materiale più scuro e bituminoso, poco adatto ai lavori di pregio, che si usa soprattutto per zoccolature e pavimentazioni.

TonoCome si presentaAlcune nostre pietre in quel tono
BiancoFondo chiaro e costante, venature scarseMarmo biancone extra, marmo Trani bianco uniforme, marmo Trani sabbiato, chianca di Trani bianca, Cream Sablè
AvorioLastre chiare in tonalità diverse fra loro, dall'avorio al bianco caldoMarmo bianco stonalizzato
Beige e doratoFondo caldo, con una tonalità che può cambiare fra i pezziChianca classica di Trani, marmo Trani spazzolato, Beige classico, Beige antico, Noisette antico
Caldo e movimentatoToni caldi, venature scure, cambi di tono e piccoli vuoti naturaliMarmo Trani rustico

Beige classico, Beige antico, Noisette antico e Cream Sablè sono nomi della nostra linea, e altri produttori chiamano a modo loro selezioni simili. Anche «pietra di Trani» copre un bacino più largo della città, che arriva verso Andria, Barletta, Bisceglie, Corato e Ruvo di Puglia.

Alcuni rivenditori mettono serpeggiante e filetto rosso fra le varietà tranesi, ma le fonti geologiche e i produttori di Apricena li danno come varietà di Apricena, in provincia di Foggia. Il bronzetto invece è un nome che si usa in tutti e due i bacini.

Come la finitura sposta il tono

Una superficie ruvida diffonde la luce in un altro modo, e il colore tende a schiarirsi rispetto alla stessa pietra levigata. Sulla bocciardatura una scheda sulle finiture segnala anche una forte attenuazione delle differenze di colore fra le lastre. Il nostro sabbiato, per esempio, resta chiaro al sole.

L'anticatura per burattatura va nella stessa direzione: schiarisce la pietra e la porta verso un color panna abbastanza omogeneo. La spazzolatura lascia una leggera buccia d'arancia e serve anche a ravvivare il colore. Sul nostro marmo Trani spazzolato vengono in primo piano i toni dorati.

Pietra dai toni dorati con piccoli vuoti naturali e venature, con un piano in legno appoggiato sopra
Marmo Trani spazzolato, con toni dorati, piccoli vuoti naturali e un piano in legno appoggiato sopra.

La lucidatura satura i colori, con i bianchi più brillanti e i toni scuri più profondi. Nella levigatura il tono si fa più vivo man mano che l'abrasivo diventa fine, mentre una passata breve lascia la pietra più chiara. Levigata e lucida restano però finiture da interni, perché fuori diventano scivolose.

Per il bianco più chiaro possibile conviene quindi una superficie opaca, sabbiata o bocciardata. Per un interno che deve scaldare l'ambiente ti consigliamo la spazzolata.

Come cambia il colore con l'acqua e con gli anni

Con l'acqua la pietra di Trani sembra più scura e il colore si fa più intenso. L'acqua riempie i pori della superficie, che così diffonde meno luce di quando è asciutta. La differenza si nota di più su una finitura ruvida che su una lucida.

Alcuni trattamenti fissano l'effetto bagnato, altri sono pensati per lasciare il colore naturale. I ravvivanti si stendono sulle superfici non lucide, l'effetto cresce con le passate e col tempo vanno ripetuti. Per l'antimacchia all'acqua la scheda di manutenzione chiede una prova, così da controllare se il colore cambia.

Aceto e anticalcare opacizzano il calcare e cambiano l'aspetto della superficie che toccano. Per la pulizia di tutti i giorni bastano acqua e detergente neutro.

Con gli anni conta anche il passaggio. Dove si cammina di più la chianca classica si scurisce un poco, e il marmo spazzolato, che è da interni, tende a lucidarsi. Il sabbiato invece non si lucida.

Scegliere il tono sulle lastre vere

Dentro casa la pietra di Trani cambia colore con la luce del giorno, e ogni lastra ha la sua venatura. Per questo un campione di 10 cm non basta: servono più lastre, guardate nella luce della stanza in cui andranno.

Le partite successive non hanno mai esattamente lo stesso tono. Con una selezione uniforme lo spazio sembra più grande, ma una lastra sostituita anni dopo si vede. Con lo stonalizzato la differenza fra i pezzi c'è già per progetto, e il pezzo nuovo non si nota.

Tieni conto anche delle macchie, che sulla selezione più chiara si vedono prima e in cucina pesano sulla scelta del tono. Comprando direttamente in segheria la partita resta la stessa per tutto il cantiere, e soglie, gradini e davanzali escono dagli stessi blocchi del pavimento.

Domande frequenti

La pietra di Trani bianca costa più di quella beige?

Dipende dalla selezione più che dal colore. Il biancone in lastre è la voce più cara, da 120 a 160 € al m², perché dal banco se ne ricava poco. Il marmo Trani bianco uniforme sta invece nella fascia della pietra anticata tranciata, da 30 a 45 € al m², come lo spazzolato e il rustico. Fra le chianche la bianca costa più della classica, anche se la forcella pubblicata è una sola, da 80 a 110 € al m².

Quale tono scegliere per un bordo piscina?

Meglio un tono chiaro, che riflette la luce e resta praticabile a piedi nudi anche a mezzogiorno. Fra le nostre pietre vanno bene il marmo Trani sabbiato e la chianca di Trani bianca, lavorata a mano e spazzolata, con una grana aperta che tiene il piede bagnato. Il biancone extra che teniamo a catalogo è levigato, quindi resta da interni.

La pietra di Trani ingiallisce al sole?

Non abbiamo trovato misure fatte sulla pietra di Trani. Una scheda di manutenzione scrive che la sua composizione riduce l'ingiallimento nel tempo, e il nostro sabbiato non ingiallisce. All'aperto, soprattutto in città, sulle pietre ornamentali pugliesi possono però formarsi croste nere favorite dall'inquinamento.

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Dalla teoria al tuo cantiere

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