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DF Marmi Trani
ManutenzioneA cura di DF Marmi Trani13 settembre 20269 min di lettura

Come si pulisce la pietra di Trani e come si tolgono le macchie senza rovinarla

Acqua tiepida e detergente neutro, niente acidi: come si lava la pietra di Trani, come si tolgono le macchie e come si stende il protettivo.

Sala da pranzo con tavolo in legno e pavimento chiaro stonalizzato

In sintesi

  • Si lava con acqua tiepida e detergente neutro alla dose dell'etichetta, dopo aver tolto la sabbia a secco.
  • Aceto, limone e anticalcare la lasciano opaca, e anche candeggina e ammoniaca vanno lasciate da parte.
  • Le macchie già entrate si tolgono con impacchi o smacchiatori specifici per la pietra, provati prima in un punto nascosto.
  • Il protettivo si stende a posa finita su pietra pulita e asciutta, dopo averlo provato su una piccola zona.

Acqua tiepida e un detergente neutro ben diluito: con questo si lava la pietra di Trani, dopo aver tolto la sabbia a secco perché i granelli la graffiano. Aceto, limone e anticalcare non vanno usati mai, perché su un calcare lasciano un alone opaco.

Le macchie si trattano una alla volta, con impacchi assorbenti o con smacchiatori specifici per le pietre calcaree. Qualunque prodotto nuovo va provato prima in un punto che non si vede.

Come si lava ogni giorno

La pietra di Trani è un calcare compatto, fatto in gran parte di carbonato di calcio. Il suo coefficiente di imbibizione è dello 0,300%, quindi assorbe pochissima acqua e lo sporco di tutti i giorni resta in superficie.

Il primo passaggio si fa a secco e spesso, con l'aspirapolvere o con un mop asciutto. Sabbia e terriccio portati dalle scarpe sono abrasivi, e se il mocio li trascina rigano la pietra. Uno zerbino fuori dalla porta e uno dentro riducono quello che arriva sul pavimento, e all'ingresso la zona di raccolta dello sporco dovrebbe essere lunga da sei a otto passi.

Poi si lava con acqua e detergente neutro, alla dose scritta sull'etichetta. Nella scheda di manutenzione che un produttore di detergenti ha scritto per la pietra di Trani bastano pochi tappi in un secchio da cinque litri, senza risciacquo. Se ne metti troppo, il detergente lascia una patina e fa aloni, soprattutto sulle superfici levigate.

La stessa scheda mette questo lavaggio nella manutenzione ordinaria, da fare ogni giorno o comunque con regolarità. Il detergente più concentrato lo tiene per lo sporco ostinato, e dopo quel lavaggio chiede di risciacquare abbondantemente con acqua pulita.

Sulle finiture lisce, come il biancone extra levigato, basta passare il mop umido. La bocciardata è ruvida e trattiene un po' più di sporco nella grana. Lì serve una spazzola adatta alle superfici strutturate, con setole di altezze diverse che entrano negli avvallamenti.

Primo piano di una superficie bocciardata grigio chiaro con i segni della lavorazione
Superficie bocciardata grigio chiaro, vista da vicino.

I prodotti da non usare

Tutto quello che contiene acidi incide il calcare e lo lascia opaco, anche quando si presenta come un rimedio naturale. Tieni lontani dal pavimento questi prodotti:

  • aceto, limone e i rimedi a base di acido citrico;
  • anticalcare e disincrostanti per il bagno;
  • smacchiatori per la ruggine da bucato e detergenti per il WC, perché molti contengono tracce di acido fluoridrico, che attacca tutte le pietre;
  • polveri e creme abrasive, raschietti e attrezzi taglienti, che graffiano la superficie.

Candeggina e ammoniaca lasciale da parte, perché la scheda per la pietra di Trani esclude i prodotti con ammoniaca e i detergenti alcalini. Mescolate fra loro sviluppano un gas tossico, quindi non vanno mai versate nello stesso secchio.

In doccia passa il tergivetro dopo ogni uso, così il sapone non si deposita. Il calcare dell'acqua resta in superficie e va via con acqua e detergente neutro, senza bisogno dell'anticalcare.

Come si toglie una macchia d'olio o di vino

Un liquido versato va asciugato subito, perché prima lo togli e più facilmente la macchia va via. Per le macchie già entrate la scheda per la pietra di Trani indica un prodotto diverso secondo il tipo. L'acqua ossigenata che toglie il vino, per esempio, sull'olio e sulla ruggine non serve.

Olio e grasso

La pietra di Trani è sensibile alle macchie d'olio. Tampona subito con carta assorbente, perché col tempo l'unto scende in profondità.

Se l'olio è già entrato serve una pasta smacchiatrice specifica per olio e grassi, adatta alla pietra. Si stende in uno strato da 3 a 5 mm e si lascia asciugare del tutto, mentre tira fuori l'unto. Poi si toglie con una spazzola di nylon e si risciacqua, e se resta un alone si ripete.

Cucina bianca in muratura con pavimento chiaro
Cucina bianca in muratura con il pavimento chiaro.

Vino e caffè

Vino, caffè, tè, frutta e urina si tolgono con acqua ossigenata applicata in impacco. Quella ad alta concentrazione brucia la pelle, quindi usa i guanti.

Per l'impacco serve una polvere assorbente bianca, come caolino, terra di diatomee o talco. Mezzo chilo di polvere impastata copre circa 0,09 m², cioè un quadrato di 30 cm di lato.

  1. Bagna la zona macchiata con acqua distillata.
  2. Impasta la polvere con il prodotto fino a ottenere una pasta densa, come il burro d'arachidi.
  3. Stendila con una spatola di legno o di plastica in uno strato da 6 a 12 mm, fino a circa 2,5 cm oltre il bordo della macchia.
  4. Coprila con una pellicola di plastica fermata ai bordi con il nastro adesivo. Dopo circa 24 ore togli la pellicola e lascia asciugare del tutto.
  5. Togli la pasta, sciacqua con acqua distillata e asciuga con un panno morbido. Se la macchia si vede ancora ripeti, anche fino a cinque volte.

Ruggine

La ruggine la lasciano vasi, chiodi e mobili in metallo, e fuori anche i fertilizzanti per il prato con solfato ferroso. Si toglie con uno smacchiatore specifico per la ruggine sulla pietra, da non confondere con quelli per il bucato. Si può stendere in impacco con la terra di diatomee, come quello per il vino.

Le macchie di ruggine sono fra le più difficili da togliere. Se dopo qualche tentativo il segno resta, conviene chiamare un professionista.

Pennarello e vernice

Pennarello e inchiostro rientrano fra le macchie colorate, per le quali esiste uno smacchiatore specifico per la pietra naturale. Si versa sulla macchia e si lascia agire circa 15 minuti, poi si raccoglie con una spugna umida e si sciacqua. Sulle pietre chiare l'inchiostro va via anche con l'acqua ossigenata.

Sulla vernice non usare acidi né fiamme. Per toglierla rivolgiti a un professionista della pietra, come la scheda per la pietra di Trani indica per le macchie eccezionali.

Cera di candela

Si toglie con uno smacchiatore specifico per cera, lasciato agire e poi raccolto con una spatola e un panno. Se il pavimento interno era trattato a cera, dopo va ripristinata la finitura nel punto pulito.

L'alone opaco lasciato da un acido

Un segno opaco lasciato da aceto, limone o anticalcare è una corrosione, e nessuno smacchiatore lo toglie. Si recupera solo portando via il sottile strato rovinato.

Sulle superfici levigate, se il segno è piccolo, si usa una polvere lucidante per marmo. Si bagna la zona con acqua pulita, si sparge la polvere e la si lavora con un panno umido o con un disco a bassa velocità. Se l'alone è esteso, o se la finitura è ruvida come la bocciardata e la sabbiata, serve un restauratore della pietra.

Dopo la posa

La posa non la eseguiamo noi: forniamo il materiale e le indicazioni, e il pavimento lo posa e lo stucca il tuo posatore. Chiedigli di togliere dalla faccia della pietra i residui dello stucco cementizio finché sono freschi.

La scheda di uno stucco cementizio per piastrelle e pietre naturali indica una spugna umida quando l'impasto perde plasticità e diventa opaco. Di solito succede da 15 a 30 minuti dopo la stuccatura. Il velo che resta a stucco indurito la stessa scheda lo fa togliere, se serve, con un pulitore acido, che sulla pietra di Trani non si può usare.

Per lo stesso motivo niente disincrostanti acidi di fine cantiere, che vanno solo sui materiali resistenti agli acidi. Il primo lavaggio si fa a posa e stuccatura finite, e la scheda per la pietra di Trani usa il detergente neutro molto più concentrato del solito. Lo lascia agire cinque minuti, poi fa lavorare con lo spazzolone o con la monospazzola, raccogliere i residui con un panno e risciacquare abbondantemente.

Sulla posa nuova può comparire una polvere bianca, l'efflorescenza. Si toglie a secco, con il mop o l'aspirapolvere, perché con l'acqua sparisce solo per poco. Se continua a tornare va sentito chi ha fatto la posa, perché l'umidità che porta i sali arriva da sotto la pietra.

Come si stende il protettivo

Il protettivo idrorepellente e oleorepellente si stende a posa finita, sulla pietra pulita e asciutta. Riduce l'assorbimento dei liquidi e delle sostanze che macchiano, e rende più facile la pulizia di tutti i giorni. La scheda per la pietra di Trani avverte che dalle aggressioni acide non protegge.

Prima di trattare tutto il pavimento provalo su una piccola zona, perché può cambiare il colore. Scegli un punto sotto un mobile o dietro una porta, e guarda il risultato quando la pietra è di nuovo asciutta.

Si applica a pennello o con un vello fino a saturare la pietra, lavorando il prodotto sulla superficie. Quello che non viene assorbito si toglie con un panno o con carta da cucina imbevuta dello stesso prodotto.

Dentro casa il trattamento conta soprattutto in cucina e in zona pranzo, dove cade l'olio. Sul biancone extra, che è la selezione su cui le macchie si vedono prima, in quelle stanze non è opzionale.

Per capire quando rifarlo, versa qualche goccia d'acqua sulla superficie trattata. Se l'acqua viene respinta la protezione tiene, se tende ad assorbirsi è il momento di stenderne di nuovo.

Pulire fuori casa

Fuori il protettivo spesso non serve, perché con un assorbimento dello 0,300% l'acqua entra poco. Può avere senso dove l'acqua ristagna e crescono muschi e alghe, o dove si cucina all'aperto e cade il grasso. Sulle pareti esterne si usa un idrorepellente traspirante, che tiene fuori l'acqua e lascia respirare la pietra.

L'idropulitrice si può usare, a pressione moderata. L'alta pressione va riservata alle pietre dure come granito e basalto, e sulle altre si parte bassi, con l'ugello a getto piatto tenuto a buona distanza. La lancia a pressione piena, tenuta ferma, con gli anni scava le fughe.

Muschi e alghe crescono dove l'acqua ristagna e arriva poco sole, e finché ombra e scolo restano quelli tornano. Si tolgono con un detergente specifico: si bagna la superficie, si spruzza il prodotto e lo si lascia agire da 10 a 15 minuti. Poi si spazzola e si risciacqua con abbondante acqua.

Domande frequenti

Si può pulire la pietra di Trani con l'aceto?

No. L'aceto è un acido e sulla pietra di Trani, che è un calcare, lascia un alone opaco che nessun detergente toglie. Per il lavaggio bastano acqua tiepida e detergente neutro.

La pietra di Trani si macchia facilmente?

Poco, perché assorbe lo 0,300% d'acqua e lo sporco resta in superficie. La macchia da temere è l'olio, e sulle selezioni più chiare, come il biancone extra, ogni segno si vede prima.

All'aperto le macchie vanno via da sole?

Quelle organiche spesso sì. Caffè, frutta o vino su una terrazza al sole e alla pioggia tendono a sparire col tempo, una volta tolto ciò che le ha causate. Olio e ruggine restano, e vanno tolti con i prodotti specifici.

Bicarbonato e sapone di Marsiglia vanno bene?

Meglio lasciarli nell'armadio. La scheda per la pietra di Trani chiede detergenti neutri ed esclude quelli alcalini, e il bicarbonato ha anche una leggera azione abrasiva. Anche l'alcol denaturato è sconsigliato, perché compromette la lucidità della pietra.

Ogni quanto va rifatto il protettivo?

Una scadenza valida per tutti i prodotti non c'è, perché conta anche quanto la superficie è esposta e calpestata. Te lo dice la prova della goccia: quando l'acqua non viene più respinta e si assorbe, è il momento di rifarlo.

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